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Canone RAI

Quest'anno, lo sappiamo tutti,  il canone RAI è aumentato, passando da 99,60 a 109 euro. Questo aumento, se da una lato è necessario per adeguare il canone all'inflazione, che è cresciuta in media del 2%, dall'altro la legge prevede che il canone debba coprire i costi del servizio pubblico, cioè di tutte quelle trasmissioni come i Telegiornali, le fiction, i programmi di cultura, ma anche i programmi di intrattenimento. Gli abbonati sono 16 milioni e 466mila, compresi i 170mila esercizi pubblici. Il numero degli abbonati è in lieve aumento ogni anno di circa lo 0,50%, quindi il recupero dell'evasione è molto ridotto. Presumibilmente, gli evasori sono 5,5 milioni. Ma questa è solo una stima approssimativa. Ogni anno, considerando che le famiglie abusive sono 7/8 milioni, circa 5 sono quelle che vengono effettivamente contattate. Rispondono solo il 3-4%. Da alcuni vengono inviati gli ispettori, gli agenti della Rai, che sono 120 su tutto il territorio nazionale, che vanno a bussare a casa, ma svolgono solo un'attività informativa, cioè non possono entrare in casa. Una parte degli abusivi viene poi segnalata alla Guardia di Finanza, che svolge la sua attività di recupero dell'evasione in modo istituzionale, poiché il canone è un tributo. Il suo controllo è successivo all'invio della lettera e dell'ispettore. La Gdf convoca il presunto evasore che dichiara il possesso o meno della tv. Di norma la Gdf non entra nelle case per controllare, perché ha bisogno di un mandato del giudice. Ad agosto la Rai ha siglato degli accordi con la Finanza che però riguardano solo i controlli sul possesso della tv e le schede tv, ma sappiamo che con i pc si possono vedere i programmi. Non c'è la stessa mobilitazione sui tvfonini. La Rai invia una lettera d'avviso (ordinaria) a chiunque ha una residenza anagrafica, ma queste lettere possono essere ignorate. Gli accertatori che l'ex Urar, ora SAT, manda in giro cercano di introdursi in casa anche in modo truffaldino cercando di far sottoscrivere ai cittadini dichiarazioni di possesso, ma sostenendo invece che si tratta solo di forme da apporre su moduli che testimonino le domande poste loro dagli accertatori. In seguito alla compilazione di queste schede, arriva la richiesta della Finanza, con una formula del tipo: La preghiamo di venire presso i nostri uffici per dirci se lei possiede o meno un televisore. Ma si tratta di un invito, non di un obbligo, infatti se uno non va non succede nulla. Si tratta di puri meccanismi di persuasione. La norma che regola il canone è il Regio Decreto del 21 febbraio 1938, n.246, che stabilisce che per qualunque apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive si deve pagare. Quindi bisogna pagare anche per pc e tvfonini, ma se ne paga uno per ogni nucleo familiare, quindi se già si paga per la tv di casa non se ne deve corrispondere un altro. Se un nucleo familiare possiede due case, entrambe utilizzate dal nucleo familiare, si paga un solo canone. Ma se la casa è intestata a una seconda persone del nucleo che ha la residenza lì, allora bisogna pagarne un altro. Conta il nucleo familiare dal punto di vista anagrafico. Le sanzioni vanno distinte tra morosi ed evasori. Per i morosi (coloro che pagano in ritardo) sono legate a un discorso di periodo (ritardo di un mese o due mesi, ecc). Chi paga con un ritardo fino a 30 gg, è soggetto a una sanzione pari a un dodicesimo del canone. Se il ritardo è superiore ai 30 gg, la sanzione è pari a un sesto del canone dovuto. Si tratta comunque di cifre piccole che in questo caso assorbono la tassa di concessione. Chi non ha mai pagato, invece, è un evasore. In quel caso la sanzione è compresa tra euro 103,29 e 516,46. La scelta è legata alla valutazione della situazione economica della famiglia, c'è discrezionalità. Di solito si fa pagare il minimo,anche perché come si fa a valutare la condizione familiare?                     Poi c'è comunque da aggiungere la tassa di concessione governativa, pari a 103,29 euro.

In Germania, chi possiede un computer con connessione internet o un cellulare Umts dovrà pagare il canone di 5,52 euro mensili. Lo stesso di chi possiede una radio. Il canone si dovrà pagare parte dal gennaio 2007. Lo hanno deciso i direttori della reti televisive statali Ard e Zdf al termine di una trattativa con le associazioni consumatori tedesche. Esenti dal nuovo tributo le famiglie che già pagano il canone televisivo (17,03 euro) o per la radio.

 
 
 
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